|
Statistiche |
Utenti: 2
Notizie: 74
Collegamenti web: 3
Visitatori: 205121
|
Pietro Celestino
la pace del cuore |
|
Approfondimenti
|
Il suo nome: la sua firma - 1 |
|
|
|
|
1. Il nome assunto come Sommo Pontefice, ovvero Celestino, nonostante la accezione dimessa, in verità fu scelto da Pietro del Morrone come un proclama, coerente con tutte le scelte della sua vita. Un nome qualificante, pur nella sua umiltà e mansuetudine, un nome individuativo. Homo coelestinus: uomo identificabile per il suo riferimento al cielo, anzi "abitatore del cielo".
Non proprio "celeste", che sarebbe stata una denominazione presuntuosa, contraddittoria in colui che si sentiva homo viator, sulla terra, e come tale viveva. Ma "coelestinus, qui per coelum incedit" (Cicerone) colui che, con i suoi seguaci, è consapevole di essere già "concittadino dei santi e familiare di Dio" (Ef 19, 5) e può affermare "conversatio nostra in coelis est" (ivi). E’ esplicito il richiamo al dettato biblico: "bisogna che rivestiamo l’identità dell’uomo celeste" (1 Cor 15, 49). Coelestinus è colui che ha scelto il Cielo perchè appartiene al Cielo e incede verso il Cielo. "La nostra città si trova nei cieli" (Fil 3, 20).
La desinenza diminutiva "coelestinus", e per di più su un nome che etimologicamente non è sostantivo bensì aggettivo, indica a sufficienza la "dipendenza" dal sostantivo mistico Coelum, e la profonda, convinta umiltà di chi si pone - nel nome stesso - in rapporto con l’Assoluto. Anche il suo nome nuovo (come avrebbe osato chiamarsi Pietro, con il nome di battesimo, una volta asceso al supremo Pontificato!?) è un simbolo. Non Pietro che viene dal Morrone, bensì Celestino che ha come ragione d’esistere, il cielo. (segue)
da A.L. Villani, La Croce di Celestino, Roma 2009
|
|
|
Il suo nome: la sua firma - 2 |
|
|
|
|
2. Non suggerito da chi sa quali eruditi riferimenti storici, collegati a Pontefici passati, quel nome è fiorito intimamente da una vita contemplativa giunta alla piena maturità. L’uomo Celestino è pressato dal bisogno di annunciare idee concrete, frutto di matura intuizione mistica, con i segni, con le parole, con i fatti. Lui, che conosceva sicuramente la celebre profezia di Malachia (+1148) ove il successore di Nicola IV (morto nel 1292) viene individuato come "ex heremo celsus", scelse per sé il nome di Celestino non tanto perché fu "innalzato" al Sommo Pontificato "dall’eremo" di S. Onofrio, ma perché "celsus" significa propriamente "spinto in alto" (Cicerone) con riferimento alle volontà che lo spinsero ad accettare la nomina a Papa; e perché "celsus", dal verbo latino cello, significa in senso attivo "spinto per mandare qualcuno in avanti", con chiaro riferimento alla missione di promotore della Ecclesia spiritualis.
Quel nome è simbolico, sintesi concreta di significati vitali. Il suo valore sta nella sua duplice funzione, letterale e allusiva, individuativa della persona e proiettiva verso le realtà che esso contiene.
Come appena eletto Pontefice, Celestino regala agli uomini la Perdonanza, l’indulgenza plenaria delle colpe e delle pene, così donando a loro il proprio nome, dona la ricchezza dei significati e dei richiami esistenziali che esso contiene.
Sarebbe riduttivo, e offensivo per Celestino, considerare quel nome come segno convenzionale della sua presenza nella storia umana. Quel nome ha valore di firma - secondo lui - soprattutto per ciò che significa per tutti. In questa semantica è veramente il nome appropriato per un Sommo Pontefice della Chiesa, in cammino nell’umanità e con l’umanità verso l’unica Meta.
La semanticità è la capacità delle parole di esprimere significati. Alla sensibilità e alla cultura dell’uomo medievale, il nome Celestino offriva molti più richiami di quanto non dica oggi, nel tempo dello svuotamento semantico. Quel nome va decodificato soltanto nella luce in cui è germogliato: la luce mistica. Può essere compreso appieno se collocato nel contesto dell’unica preoccupazione che animò l’Eremita Pontefice: quella di realizzare nel mondo il Mistero, ossia la congiunzione del Divino con l’umano e dell’umano col Divino. (segue)
da A.L. Villani, La Croce di Celestino, Roma 2009
|
|
|
Il suo nome: la sua firma - 3 |
|
|
|
|
3. L’area semantica del nome "Coelestinus" è ancora tutta da esplorare con serietà. L’insieme dei significati che quella parola racchiude (e che ad essa intendeva attribuire chi la scelse per sé) ci offre il ritratto reale di Pietro del Morrone, della sua grandezza spirituale, del suo umanesimo integrale.
Certamente per questa ricchezza mistica, rinchiusa nella semantica, i Fratelli dello Spirito Santo o Monaci del Morrone si fregiarono, ben presto, del nome di Celestini e come tali furono riconosciuti. Non certo per il presunto colore del loro abito o per la relazione con il loro Fondatore divenuto Papa, ma piuttosto per la loro identità di uomini pellegrini sulla terra e decisamente in cammino verso la perfezione di una possibile vita celeste. Testimoni del "già e non ancora" così caro alla cultura cristiana.
Come per la persona del Fondatore anche per la vita dei suoi seguaci il nome "Celestini" non fu una denominazione arbitraria bensì fu espressione simbolica di una precisa identità, sicuramente riconosciuta e confermata dalla Vox populi prima che dalla Chiesa. Il nome Celestini è un "simbolo", acquista valore sconfinato se si coglie ciò che significa. E’ una firma, la indicazione di sintesi della propria fede, del proprio programma di vita. Nello stesso tempo è conferma, attestazione formale di un impegno solenne, assunto in maniera pubblica, irreversibile, verso Dio e verso gli uomini. E’ la prova visibile delle proprie scelte, del mondo dei propri pensieri e delle proprie intenzioni. E’ "una memoria epifanica, non un ricordo" che "rende visibile l’invisibile" (P. Evdokimov), intende essere un faro lungo il cammino dei viatores, intende assolvere la funzione rivelatrice del "Senso".
Perché questa digressione sul "vero" nome di Pietro del Morrone? Perché come affermiamo nel nostro modesto lavoro La Croce di Celestino - Simbolo luminoso e dimenticato - non si può ignorare la straordinaria coincidenza simbolica che lega in un'unica valenza il nome della persona e l’ emblema di una vita. Uniti nella storia della Persona, innanzitutto, e poi nella gloria dell’Ordine celestiniano, quei due tesori, il nome e il simbolo di Celestino, sono stati insieme anima e fuoco e linfa vitale di una altissima pagina di storia dell’umanesimo integrale e della fede cristiana in Italia e in Europa. Nello stesso tempo migliaia e migliaia sono state le persone che hanno condiviso quel nome e si sono identificate in quel simbolo, trovando in essi la risposta alla loro ricerca di Senso. Fin dagli esordi, quei due autentici tesori, a nostro avviso hanno subito la stessa sorte, la stessa che subiscono tuttora: una singolare damnatio memoriae che meriterebbe ben più estesa e approfondita indagine, ben più attente e coraggiose, ossia spirituali, decisioni.
Perché questa digressione sul “vero” nome di Pietro del Morrone? Lo scopo che anima queste pagine è quello di contribuire al risveglio di un interesse critico sulla essenza del simbolo e del nome, più che della figura, di Celestino. Lungi da noi qualunque illusione di nemesi storica o qualunque speranza di convinta restituzione di Celestino al Soglio spirituale che gli spetta! Persino Clemente V con la canonizzazione, oltre a saldare un debito storico e politico, forse tendeva non tanto ad additarlo alla devozione dei fedeli quanto a relegarlo nei cieli.
Noi, con innumerevoli lacune, abbiamo solo tentato di ribadire che quel nome e quel simbolo sono una firma che merita, ancor oggi, più umile deferenza poiché si tratta di una firma di Dio sull’umanità.
da A.L. Villani, La Croce di Celestino, Roma 2009
|
|
|
|
-
Semplicemente,
ti avvicini così allo spirito di Celestino.
-
Il sostegno migliore che ci puoi dare è la tua preghiera per noi.
-
Se non sei credente, ti chiediamo la preghiera fondamentale cioè la coerenza morale. Accompagnata da opere di bontà.
-
Vuoi darci un segno della tua amicizia? Segnala ogni evento o notizia che riguarda Pietro Celestino, il suo pensiero, la sua storia in Italia e in Europa. Te ne saremo molto grati.
|
|
|