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e Pontefice
Eremita

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Frasi scorrevoli

croce pozzo1. Il nome assunto come Sommo Pontefice, ovvero Celestino, nonostante la accezione dimessa, in verità fu scelto da Pietro del Morrone come un proclama, coerente con tutte le scelte della sua vita. Un nome qualificante, pur nella sua umiltà e mansuetudine, un nome individuativo. Homo coelestinus: uomo identificabile per il suo riferimento al cielo, anzi "abitatore del cielo".
Non proprio "celeste", che sarebbe stata una denominazione presuntuosa, contraddittoria in colui che si sentiva homo viator, sulla terra, e come tale viveva. Ma "coelestinus, qui per coelum incedit" (Cicerone) colui che, con i suoi seguaci, è consapevole di essere già "concittadino dei santi e familiare di Dio" (Ef 19, 5) e può affermare "conversatio nostra in coelis est" (ivi). E’ esplicito il richiamo al dettato biblico: "bisogna che rivestiamo l’identità dell’uomo celeste" (1 Cor 15, 49). Coelestinus è colui che ha scelto il Cielo perchè appartiene al Cielo e incede verso il Cielo. "La nostra città si trova nei cieli" (Fil 3, 20).
La desinenza diminutiva "coelestinus", e per di più su un nome che etimologicamente non è sostantivo bensì aggettivo, indica a sufficienza la "dipendenza" dal sostantivo mistico Coelum, e la profonda, convinta umiltà di chi si pone - nel nome stesso - in rapporto con l’Assoluto. Anche il suo nome nuovo (come avrebbe osato chiamarsi Pietro, con il nome di battesimo, una volta asceso al supremo Pontificato!?) è un simbolo. Non Pietro che viene dal Morrone, bensì Celestino che ha come ragione d’esistere, il cielo. (segue)
da A.L. Villani, La Croce di Celestino, Roma 2009


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