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Frasi scorrevoli

volto-celestino10Le spoglie di San Celestino V con il suo vero volto in argento e con una nuova teca, Domenica 05 Maggio 2013, sono tornate nella Basilica di Collemaggio, che ha ancora chiari i segni della distruzione causata dal sisma, da dove erano state trasferite per procedere alla ricognizione sulla salma e sulle sacre reliquie e al rifacimento della maschera funebre in argento. Una operazione condotta da esperti di grande prestigio con tecniche e strumenti innovativi in particolare scanner laser e tecnologie sofisticate da 'Csi', gli esperti di polizia della scientifica divenuti celebri nella serie tv. Le spoglie dell'eremita del Morrone sono state impreziosite dal pallio donato da papa Ratzinger nel corso della visita all'Aquila del 28 aprile del 2009, 22 giorni dopo il tragico terremoto. La nuova teca è arrivata alla Basilica, dove è custodita da anni, trasportata dai vigili del fuoco, che ritrovarono la salma dopo il rapimento del 18 aprile 1988, e scortata dalle forze dell'ordine e dai vigili urbani.
Ad attenderla sul sagrato della Basilica l'arcivescovo metropolita dell'Aquila, Giuseppe Molinari, il vescovo ausiliare, Giovanni D'Ercole, i vescovi di Avezzano, Pietro Santoro e di Teramo, Michele Seccia. Intorno ai molti rappresentanti del clero tanti fedeli e devoti al papa del Gran Rifiuto che fu incoronato Pontefice proprio nella basilica di Collemaggio il 29 agosto del 1294. Le spoglie sono state sistemate in uno spazio a destra dell'altare; poi, monsignor Molinari ha celebrato la Santa Messa ricordando in apertura tra le altre cose il fatto che il ritorno delle spoglie il 5 maggio non è casuale perché coincidono con il 700/o anniversario della canonizzazione di Celestino V avvenuta nel 1313.
"La santità di Celestino V, un uomo semplice e buono che ha sempre professato la pace, è riconosciuta da tutti, il suo messaggio è sempre molto attuale - ha spiegato monsignor Molinari prima della cerimonia - speriamo che il suo ritorno possa segnare la rinascita dell'Aquila colpita duramente dal terremoto del 6 aprile 2009".
Di Celestino V si è tornati a parlare in tutto il mondo perché alcuni hanno accostato le dimissioni di papa Ratzinger non a caso suo devoto, con il gran rifiuto dello stesso Celestino V pochi mesi dopo l'incoronazione. Tra gli intervenuti autorità civili e militari e anche gli esperti della commissione che ha effettuato la ricognizione sulla salma e il rifacimento del volto che prima aveva le sembianze dell'amato cardinale Carlo Confalonieri, arcivescovo dell'Aquila dal 1941 al 1950, con una maschera di cera che era stata danneggiata dal sole dopo il crollo del tetto della Basilica di Collemaggio nel sisma del 6 aprile 2009. In particolare, il professor Sergio Tiberti, dell'Università degli Studi dell'Aquila, cattedratico di Igiene generale e il professor Giulio Sacchetti, aquilano dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, medico chirurgo specializzato in Medicina legale, hanno ricordato che dal cranio si è ricostruito il vero volto del santo a 50 anni che poi è stato 'invecchiato' dall'artista Marino Di Prospero che ha realizzato la maschera d'argento.

da ANSA


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