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Frasi scorrevoli

(Doborjan, Ungheria, 22 ottobre 1811 – Bayeruth, 31 luglio 1886)

Nell’immenso universo  musicale esistono alcuni esempi di ricerca di SENSO o di negazione del SENSO, resi in modo assoluto da Autori di diverse culture. Un esempio, a dir poco "sconvolgente", è incarnato, sulla tastiera e nell’anima, da Franz Liszt. I due brani pianistici qui presentati, nella escuzione di Irene Castellini, appartengono entrambi al grande compositore ungherese ed esprimono in momenti di estasi o di tragica drammaticità il percorso di un uomo che, dopo aver gustato la mistica altissima del SENSO trovato, precipita nella più terrificante, irreparabile disperazione.
Nella presentazione dei compositori rinascimentali e barocchi, veniva illustrato il loro cammino attraverso una meticolosa spiegazione armonico-compositiva e strutturale. Qui gli esempi musicali sono preceduti da una breve introduzione letteraria, che può aiutare l'ascoltatore a comprendere il senso poetico, umano e teologico della musica lisztiana, senza offuscare l'effetto della spontaneità compositiva.

 

Pensées des morts
ESTASI (ascolta)   
Questo primo brano, titolato ESTASI, è una sezione musicale appartenente alla composizione "Pensées des morts", dove Liszt presenta l'estasi dell’uomo asceso e immerso nella beata  trascendenza di sé, unificato con il Senso dell’esistenza.

Che bello! Una melodia eterea illumina il buio della mia vita.
Che dolcezza di arpe! Mille Angeli mi circondano in un caldo e morbido abbraccio e uno di loro mi accarezza. Carezze di padre mai provate! Segno di nuove speranze!
Che meraviglia! Sono immersa nella Luce e una dolcissima voce mi invita a credere all'Amore. Grazie, voce di Dio! E con umiltà, a Te mi sottometto! Amen!

 

DISASTRO (ascolta)  
Questo secondo brano è chiamato "DISASTRO" dal compositore stesso (prima  in  tedesco e poi in italiano). Questo pezzo scritto negli ultimi anni della sua vita dimostra la disperazione per essere attanagliato dalla Negazione del Senso. Praticamente, due esempi che dimostrano il cammino spirituale di un artista al contrario: dalla Luce alle Tenebre! Terribile! Tanto più se si pensa che Franz Liszt era un abate!

Dalla nebbia del pensiero, una pesante lacrima cade nel vacuo dell'Anima. E poi un'altra e un'altra ancora, sempre più straziante. Il pianto sgorga strozzando il respiro, mentre l'uomo conosce l'immenso, oscuro vuoto di se stesso.
Campane di morte gli annunciano il suo errore: "Non c'è nulla là, dove le tue preghiere volavano! E' tutto in basso, nel tuo ammorbante fango. Inutile piangere! Nessuno ti ascolta!".
Ma l'uomo singhiozza, urla; ha fame d'aria, trascinando il pesante carro dei suoi errori.
Pian piano scema il pianto e l'uomo torna a guardare se stesso, sotto una nuova luce. Ora che sa che si è affidato al Nulla, non esiste niente che possa aiutarlo ad alzarsi. Terrore!
Schiacciato a terra nell'originario fango. Sempre più in basso, in un mondo al contrario, con il cielo sotto di noi, a testa in giù. Affanno! Vertigine!
"Aiuto!" grida "Dio! Il Nulla!".
Le sue urla soffocano il mondo. Ecco! Il respiro si arresta nel terrificante silenzio! E ora? ...
Lontane canne d'organo lo invitano a cercare ancora, ma la disperazione ha vinto: l'uomo non presta più attenzione al suono della speranza. E continua nella vita senza senso, barcollando ... .


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