S. Antonio Abate
Monastero Ferentino PDF Stampa E-mail
Anche dopo i recentissimi restauri, che hanno restituito al monumento il suo aspetto originale, il monastero di S. Antonio Abate si presenta architettonicamente composito, segno della sua storia plurisecolare. L'assetto generale dell'edificio è quello voluto da Pietro del Morrone intorno al 1260: la chiesa, sostanzialmente integra nella sua struttura duecentesca, fu edificata con materiale povero locale direttamente sul banco tufaceo della collina. Piccole monofore di diversa fattura (e di diversa epoca) si aprono lungo le sue pareti. facciata.JPG

La facciata a "capanna" è molto semplice e con un unico portale e un unico semplicissimo rosone. Molto grazioso è il cornicione, realizzato con mattoni laterizi, che dà un certo sobrio movimento alla struttura insieme all'attuale campanile impostato su uno degli spioventi. Il portale di ingresso si apre al centro della facciata su una piccola scalinata in pietra locale di 5 gradini ed è sormontato da una lunetta a tutto sesto. L'architrave è sorretto da due mensoline dall'elegante decorazione geometrica triangolare. Sul sagrato è possibile osservare le fondamenta dell'antico campanile, staccato dalla chiesa sullo stile delle cattedrali di Anagni e di Ferentino. 
 
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Il Chiostro PDF Stampa E-mail
chiostro1.jpg Molto interessante è il complesso monasteriale che si addossa all’abside della chiesa sul lato nord-ovest mediante il chiostro. Il monastero del XIII sec., rimaneggiato nel corso dei secoli, conserva tracce del periodo medioevale specialmente nel chiostro dotato di pozzo e cisterna per la conserva dell’acqua. Nella parte orientale del chiostro, quella addossata all’abside della chiesa, semplici colonna.jpg pilastri conclusi da capitelli a trapezio rovesciato, attestati nell’area laziale ne XIII sec., sorreggono arcate a sesto ribassato e   danno luce a un porticato, coperto da travature lignee. Nella muratura della parete sovrastante il porticato è ben visibile un secondo ordine di arcate del loggiato superiore, chiuso in antico per ricavare ulteriori ambienti interni al monastero. Nel lato ovest del chiostro si conserva un forno di età moderna, citato anche nell’inventario del notaio F. Angelini (30 maggio 1795) portante documento di autosufficienza del sistema di vita quotidiana del monastero. 
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Storia Eremo di San Pietro Celestino PDF Stampa E-mail
monastero.jpg Il complesso monastico di S. Antonio Abate sorge a circa 3 Km dal centro storico di Ferentino, sulla sommità di una collina tufacea, anticamente denominata "Colle del Fico" al crocevia di due importanti vie di comunicazione nel Medioevo, per i pellegrini in cammino sulle Vie_francigene: la Via Latina che congiungeva infatti Roma con Capua e Napoli, da cui proseguire verso Monte S.Angelo in Puglia, testa di ponte verso Gerusalemme, e la Pedemontana collegata con l'Abruzzo.

La posizione geograficamente strategica, sia per la difesa della città che per il controllo delle due importanti arterie viarie, fu certamente la causa della costruzione di un edificio militare di cui si osservano alcuni resti nella parete meridionale della chiesa. Sul finire del IV secolo, sulle vestigia del primitivo insediamento romano, venne eretta una "cona battesimale" fortificata dedicata a S. Giovanni Battista.

Intorno all’XI secolo, nei pressi della chiesa si insediarono i monaci_Antoniani, una Congregazione eremitica nata in Francia, dedita alla cura del “fuoco di S. Antonio”, particolare tipo di herpes, (herpes zoster) specie dei pellegrini diretti a Sud.
Della presenza di questi monaci restano numerose testimonianze come il bellissimo affresco raffigurante S. Antonio Abate, il portale della chiesa e quello del chiostro, entrambi di stile gotico francese. 

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CELESTINO V e FERENTINO: una storia di fede e tradizioni PDF Stampa E-mail

In perpetuo a Ferentino si potrà lucrare l'indulgenza plenaria nei giorni 18-19-20-21 maggio

(a cura di BiancaMaria Valeri)
Alla metà del XIII secolo Pietro del Morrone, il futuro Celestino V, fondò a Ferentino o sui colle detto del fico un suo cenobio, intitolandolo a S. Antonio abate, il padre del deserto. Del 1267 è la prima menzione dell'abbazia ferentinate di S. Antonio Abate; la si trova in un rogito notarile conservato ora nell'Archivio Segreto Vaticano nel Fondo Celestini.

Nel 1275 a Lione Pietro del Morrone ottenne dal papa Gregorio X il riconoscimento della congregazione da lui fondata. I Fratelli dello Spirito Santo, e tra le fondazioni riconosciute figura ancora l'abbazia ferentinate, cui si erano aggiunte le filiazioni di S. Leonardo di Sgurgola e di S. Antonino, al confine quest'ultima, tra Ferentino e Anagni.

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