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Eremo San Pietro Celestino
la pace del cuore
Restauro Esterni PDF Stampa E-mail

L’intervento prevede la restituzione materiale e funzionale del complesso monastico, in particolare dell’Ala Vidoni, manufatto costruito sul lato Ovest del chiostro medioevale,
(prima metà del XIX secolo), edificato dal Cardinale Pietro Vidoni  quale residenza,
andato distrutto per incendio agli inizi del Novecento.
          
A. Ala Vidoni
B. Chiostro           
C. Chiesa    
D. Canonica                                 
E. Cortile                                                                                                                                                                  

Si prevede:

• conservazione e restauro delle strutture murarie medioevali, con interventi di pulizia delle superfici, restituzione storica e consolidamento;

• conservazione e restauro delle strutture murarie del secolo XIX, con interventi di riapertura delle costruzioni dei vani del piano primo, ricomposizione degli intonaci interni, restituzione storica e consolidamento;

• ricostruzione filologica delle strutture di copertura e solaio del primo piano.


restauro-2 Il restauro prevede la ristrutturazione degli accessi esterni all'Ala Vidoni dell'Eremo di San Pietro Celestino.

restauro-1-bis   Chi cerca la pace del cuore troverà accoglienza in piccoli appartamenti accessibili dall'esterno. L'apertura delle grandi finestre (vd foto in alto al secondo piano), consentirà il ritorno della luce in ambienti di studio,
di preghiera e di silenzio
  restauro-2-bis Dove ora compare il cielo, possenti travature in legno restituiranno all'antica struttura la copertura originaria
e il fascino antico della semplicità.


Intervento di conservazione e restauro
“Ala Vidoni”

Le generali condizioni di alterazione del manufatto hanno determinato una situazione di sottoutilizzazione dello spazio storico. La facies costruttiva ottocentesca è certamente recuperabile con un  intervento che tenti  di  ristabilire un  livello di  equilibrio tra le parti e forme  dell’impianto;  un  intervento di ripristino formale appare dunque la via più consona per  salvaguardia  e  valorizzazione del complesso architettonico.

L’intervento di  conservazione è  volto  a  recuperare materialmente i caratteri  storico-architettonici de:

• la facies medioevale delle  strutture murarie di  chiusura  del Monastero, mediante pulizia e  consolidamento  puntuale (aperture originarie, strappi murari, ecc…);

• la facies ottocentesca delle strutture murarie di ampliamento, mediante consolidamento puntuale (vani  di apertura delle finestre del  piano primo).

L’intervento di saturo si propone di reinserire i dati storico-materiali  esistenti delle strutture di solaio e copertura dell’ “Ala Vidoni”.


Interventi strutturali

Il dimensionamento sismico dei sistemi strutturali – muratura, solaio, copertura – prevede un intervento disposto su due diversificati livelli di metodo:

I livello strutturale

L’intervento prevede la conservazione delle strutture murarie mediante analisi e verifiche delle stesse, comprensive di eventuali consolidamenti puntuali, un aumento delle capacità di resistenza realizzata mediante la chiusura degli attuali vani di passaggio, posti centralmente ai  setti trasversali murari, e l’apertura di nuovi passaggi a ridosso della struttura medioevale, ricostituendo in tal modo i passaggi secondo l’antica conformazione ottocentesca.

I setti trasversali vengono così ad assumere un enorme significato per le capacità di resistenza e di bilanciamento della struttura muraria nel suo complesso.
La prima parte di elevato, di circa ml 4,00, collega saldamente l’impianto murario e sostiene il solaio ligneo; la parte superiore dell’elevato dei setti, sino alla copertura, conserva l’andamento rastremato esistente.
Si propone dunque di non modificare l’equilibrio statico esistente.


Conclusioni

L’intervento si prefigge quindi di ristabilire una condizione di efficienza dell’ “Ala Vidoni”, tale che:

• si elimini la condizione di rudere attualmente in essere;

• i livelli di funzionalità vengano riacquisiti nell’interesse di una utilizzazione ampia di carattere spirituale e culturale;

• la restituzione fisica del manufatto sia leggibile e chiara, nelle varie fasi storiche e costruttive che ne hanno determinato la vita;

• il carattere contemporaneo sia tramite e sintesi dei presupposti di diversità e complessità del manufatto.


 

 

    

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